22 lugio 1945 – 2 dicembre 2007

Poco prima delle otto di domenica, due dicembre, proprio all’inizio dell’Avvento che ci prepara alla venuta del Signore, Padre Eleuterio è stato chiamato alla gioia del Regno.

I suoi genitori erano contadini a Laguna Dalga, villaggio delle lande calcaree di Léon. Ultimo di 5 figli, segnato dal clima aspro della sua terra natale, P. Eleuterio era una persona umile, discreta, perseverante, austera e silenziosa. Religioso fedele e semplice, assiduo in comunità, amico sincero, era gioioso e generoso nel lavoro quotidiano. Nei giorni di festa non si lasciava mancare un buon bicchiere e un sigaro che fumava con gusto.

Da persona discreta, praticava il silenzio fino a comportarsi da muto. Ha tenuto nel segreto del cuore le mancanze dei confratelli. Lavorava senza mettersi in mostra. Conosceva i suoi limiti e li compensava con una silenziosa riservatezza. Teneva segreti i propri crucci: le molte responsabilità accettate per ubbidienza (in qualità di Superiore di Rosario e di parroco di Santiago) gli dovettero costare, ma le accettò con la stessa determinazione con la quale i suoi antenati dissodavano la dura terra.

Non faceva cenno della sua malattia: mai nessuno lo sentì lamentarsi. Fino alla fine, ha fatto ciò che ha potuto, di buono grado: pregava, leggeva, ascoltava musica, riceveva amici e parrocchiani. Sorrideva a tutti. Taceva, ma la sua discrezione non gli impediva qualche celia maliziosa…

Sicuramente i bambini costituivano il suo mondo. Godeva la simpatia di molti alunni al Collegio San José di Buenos Aires ed a Rosario. Da grande sportivo amava i campi, le notti stellate, le spiagge, i laghi, le montagne. Camminatore infaticabile, appassionato di calcio, si allenava ogni settimana, in qualsiasi posto fosse. Aveva amici dappertutto: San José, Rosario, Santiago del Estero, Martin Coronado. Amico fedele, contraccambiava le visite, teneva contatti telefonici, sempre con la semplicità gioviale che lo caratterizzava.

Buon pastore, seguiva gli alunni in difficoltà negli studi o nella fede ed i genitori nei loro problemi familiari. Persone, d’ogni età e condizione, ricorrevano a quest’uomo di Dio. Dedicava particolare attenzione ai malati. C’era sempre nel suo cuore un posto privilegiato per chi fosse svantaggiato: con la sua discrezione abituale riservava loro visite, consigli, parole di consolazione, alimenti  o aiuti in denaro.

Durante la veglia funebre del 3 dicembre, i fedeli hanno sfilato con riconoscenza e pietà. Il Vescovo, attorniato da 28 sacerdoti, diocesani o betharramiti, ha presieduto le Esequie all’altare dove P. Cabero, per molti anni aveva pregato e si era immolato con Cristo per la gente. Al cimitero, P. Miguel Martinez-della stessa terra e per di più amico fedele ed angelo custode di Terio durante più di un anno di calvario-pronunciò l’ultimo addio ed intonò il canto della speranza che non delude mai: Quando la notte scende e viene l'ora di passare da questo mondo al Padre, accordaci la pace e la gioia di un incontro felice che non si conclude mai. Amen.

Miguel Martínez,SCJ e Paco Daleoso,SCJ