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ATTI DEL SECONDO INCONTRO DEI
DELEGATI DEI LAICI BETHARRAMITI
Il secondo incontro dei laici betharramiti della Regione San Michele Garicoits si è svolto dal 1° al 6 settembre 2003 presso la Comunità dei Religiosi del Sacro Cuore di Betharram a Adiopodoumé, alla periferia di Abidjan (Costa d’Avorio). Erano presenti: Miriam MAZZOLENI, Anne-Marie MARCHAND, Patricia GOULY, Evelyne PALÉ, Charlemagne N’DRI, Anne-Marie e Faustin DOUH (delegati dei gruppi d’Italia, di Francia e di Costa d’Avorio), accompagnati dai Padri Jacky MOURA, Assistente Generale e Responsabile dei laici, Beñat OYHÉNART, Superiore della Provincia di Francia, e Hervé KOUAMÉ Kouakou, Superiore della Delegazione provinciale della Costa d’Avorio.
I temi, stabiliti durante il precedente incontro a Betharram e iscritti all’ordine del giorno, erano i seguenti:
- Bilancio dell’esperienza di vita vissuta secondo il Progetto comune dai vari gruppi di laici (Cfr. Relazioni in allegato); - Il Capitolo Generale del 2005; - Creazione di una cassa comune per il finanziamento delle attività a livello regionale; - Preparazione di un prossimo incontro dei laici.
Reso conto giornaliero delle attività che hanno animato questo incontro:
Lunedì 1° settembre
Il Secondo Incontro Internazionale dei laici betharramiti della Regione San Michele Garicoïts ha incominciato il lunedì 1° settembre 2003 con la messa di apertura, nella cappella della Beata Miriam di Gesù Crocefisso. Sette preti betharramiti tra cui il prete novello Théophile Degni N’guessan hanno concelebrato. I confratelli di più anziani nel sacerdozio gli hanno affidato la presidenza della cerimonia. Essendo noi stessi alle prime armi in materia d’incontri regionali, abbiamo capito le sue esitazioni. Ci ha resi ancora più sensibili alla Parola di Dio. Nella 1° lettura (1 Thes 4, 13-17) ci ha invitati a fondarci sulla nostra fede per nutrire la speranza che la Resurrezione di Cristo conduce alla nostra e dunque a non temere più la morte. Dal Vangelo ci è anche stato ricordato che “nessuno è profeta in patria”, e che non si deve aspettare la riconoscenza degli uomini. Dopo l’Eucaristia, i religiosi e i laici della Costa d’Avorio hanno chiesto “la notizia” ai loro simili d’Europa. Le delegate francese e italiana dovendo finalmente arrivare soltanto in serata, abbiamo modificato il programma. Nel pomeriggio i laici presenti hanno chiesto ai Padri delle precisazioni sulla Congregazione di Betharram.
Martedì 2 settembre In primo luogo sono stati comunicati vari messaggi: La Signora Anne-Marie Douh, responsabile della Fraternità Ne Me ha dato il benvenuto ai partecipanti ringraziandoli di aver affrontato il viaggio nonostante le incertezze che incombono sulla Costa d’Avorio. Padre Jacky ci ha trasmesso gli incoraggiamenti e il sostegno spirituale del Superiore Generale, P. Francesco Radaelli. Bill Murphy in Inghilterra, Dominique Combe in Francia, Anna Dellavedova e Irene Belloni in Italia hanno espresso, tramite Martine, Anne-Marie e Miriam, il loro rammarico di non potere essere presenti tra noi. In una lettera, Arsène e Monsérat, laici ivoriani attualmente in Spagna, ci hanno assicurato della loro comunione di spirito e ci hanno chiesto di pensare a loro. Abbiamo poi presentato il bilancio dell’esperienza di vita condotta dalle varie Fraternità, sulla base del Progetto comune elaborato l’anno scorso a Betharram.
FRANCIA: La Fraternità Me Voici ha cercato di capire e di vivere la missione del laico. Si è interrogata sul modo in cui i suoi membri sono oggi testimoni, sulle loro iniziative per andare avanti, la loro motivazione per la costruzione di una Fraternità internazionale e sui problemi economici posti dagli incontri. Ci sono state delle difficoltà per raccogliere le opinioni dei vari gruppi sul Progetto comune di vita durante l’anno. Tuttavia, durante l’incontro finale di luglio 2003, le reazioni sulle Base comuni sono state piuttosto favorevoli. Le poche reticenze iniziali si sono poi dissipate; il Progetto comune di vita è stato accettato, dal momento in cui sono state meglio evidenziate le similitudini tra il suddetto Progetto e la Carta della Fraternità Me Voici.
ITALIA : I laici italiani hanno tentato di mettere in atto il Progetto comune di vita, stabilito nel mese di luglio 2002 a Betharram. Hanno scelto come tema dell’anno un punto chiave di questo Progetto: “Essere umani alla maniera di Dio”. Hanno cercato di viverlo organizzando quattro incontri itineranti, nel corso dei quali sono stati trattati quattro sotto temi: - « Farsi carne » - « Povertà: un ideale possibile? » - « Compassione e competizione» - « La cordialità ». Animati sia da un laico che da un religioso, lo scopo di questi incontri era d’incoraggiare i laici vicini ad una stessa Comunità di Padri a condurre una vita di gruppo a livello locale, allo scopo di formare un gruppo stabile di laici. Hanno permesso inoltre di approfondire e di fare conoscere la spiritualità di San Michele. Tutto questo è stato possibile grazie all’accoglienza favorevole riservata dai laici e dai religiosi al Progetto comune, accoglienza paragonabile a quella di una “terra assetata che assorbe le prime piogge”.
COSTA D’AVORIO: I laici della Fraternità Ne Me hanno scelto di “Essere umani alla maniera di Dio”, sulla base del Progetto comune di vita dei laici. Questo cammino alla sequela dell’umanità di Cristo è stato compiuto sia a livello di fraternità che a livello individuale, in una situazione di crisi grave che perdura dal 19 settembre 2002. In fraternità, i laici hanno cercato di vivere i Cammini di crescita, discernimento e conversione, per mezzo d’incontri mensili, ritiri e riunioni animati dai Padri betharramiti o dai laici, con dei temi derivanti dal tema annuale, quali: - “La visione dell’uomo in San Michele” - “Quando Dio diventa un essere umano” - “Essere umani alla maniera di Dio nelle realtà del quotidiano come la famiglia, la scelta degli amici, il lavoro, gli impegni” - “Vivere la speranza del mistero della Croce” - “Il cristiano e la politica. Il caso della Costa d’Avorio: quale atteggiamento assumere?” - “Sperare di più proprio quando tutto sembra perso” - “L’Eucaristia”
La Fraternità ha vissuto anche al ritmo delle celebrazioni dei sacramenti, come il matrimonio di due laici e l’ordinazione presbiterale di un religioso della comunità. Gesti di compassione e di solidarietà hanno sostenuto i membri della Fraternità o della comunità colpiti da un evento felice o infelice. Segnaliamo anche i momenti di convivialità che hanno riunito più volte i religiosi e i laici attorno a un pranzo e al vino dell’amicizia. L’esperienza personale di ogni membro, vissuta secondo il Progetto comune dei laici, ha condotto a un’intimità con Dio, che poi è diventata una testimonianza di Cristo manifestata nei rispettivi ambienti e negli impegni, fondati sulle virtù del Sacro Cuore. Il proposito di “Essere umani alla maniera di Dio” ha aiutato ciascuno a portare con coraggio e speranza la croce della guerra ed i suoi strascichi : la rovina, la desolazione e la morte. Nonostante le difficoltà incontrate nel realizzare il Progetto comune, i laici rimangono determinati ad andare avanti nella sequela di Cristo, “senza indugio, senza riserva, senza ritorno, per amore”.
* * *
Il contributo di P. Jacky Moura sulla « gioia della missione » ha gettato una luce nuova su queste esperienze. In un primo tempo ci ha riportato alla fonte della spiritualità betharramita, ricordando la scelta fatta da Dio di farsi amare dagli uomini: “È piaciuto a Dio di farsi amare da noi”. Secondo il Padre, è proprio quest’amore che ci permette di vivere e di scoprire la nostra missione. Essa è fondata su una “spiritualità sapienziale, creativa e incarnata” (Cfr. Lettera del Superiore generale, NEF n. 27, giugno 2002). Deve essere caratterizzata dalla passione, dalla preghiera, da una testimonianza di vita evangelica e da una proiezione dinamica del carisma betharramita. Ha quindi insistito sull’importanza di assomigliare a Dio nel compiere la nostra missione. Ci ha infine consigliato di attingere dalle virtù del Sacro Cuore (carità, umiltà, dolcezza, obbedienza, dedizione, misericordia, vocazione amorosa) le forze necessarie per arrivare a questa somiglianza: la prima tappa è di scoprire il nostro carisma, di unirlo a quello di San Michele, e poi metterlo, dopo un discernimento, al servizio degli uomini. A questo punto abbiamo ritenuto utile evidenziare i punti di convergenza dei tre bilanci, segni di una certa unità tra i laici betharramiti della Regione San Michele.
PUNTI IN COMUNE:
Tutte le Fraternità rappresentate hanno vissuto l’anno tenendo conto del Progetto comune elaborato a Betharram nel luglio 2002. Hanno quindi accettato l’internazionalità. In più, i laici italiani e ivoriani hanno scelto, guardi caso, lo stesso tema annuale: ESSERE UOMINI ALLA MANIERA DI DIO. Tutte le esperienze sono state ancorate nei vari ambienti di vita. Primo, rivelano una preoccupazione comune di crescere nel compiere la volontà di Dio, con l’aiuto della spiritualità betharramita. Secondo, la complementarietà tra laici e religiosi è stata concretamente vissuta, anche se è sempre da perfezionare nel senso di una valorizzazione reciproca delle rispettive vocazioni: “Religiosi e laici, abbiamo ancora bisogno gli uni degli altri per adempire meglio la volontà di Dio.” Inoltre, tentare di essere uomini alla maniera di Dio ha portato i laici ad essere testimoni di Cristo nelle loro famiglie, nei loro ambienti professionali e ovunque erano chiamati. Alcuni ritengono ad esempio che questo ha permesso a loro di praticare l’umiltà, l’amore, la pazienza, di lavorare con gioia all’opera di Dio nelle piccole come nelle grandi cose, di vivere l’Eucaristia in modo più responsabile, di perdonare agli altri e di sapere chiedere perdono, di coltivare la speranza. Alla luce di questi “benefici” si capisce perché il Progetto comune di vita dei laici non è stato rigettato da nessun gruppo. Tuttavia, al termine di questi scambi, abbiamo concordato di dare un altro nome alle Basi comuni stese l’anno scorso, d’iscrivere chiaramente la dimensione internazionale nel preambolo e di precisare l’identità del laico betharramita.
*Titolo adottato:
PROGETTO DI VITADEI LAICI BETHARRAMITIDELLA REGIONE SAN MICHELE GARICOITS
*Preambolo della versione di luglio 2002 : Noi, Laici betharramiti d’Inghilterra, di Costa d’Avorio, di Francia e d’Italia, ci siamo riuniti a Betharram dal 21 al 28 luglio 2002. Eravamo accompagnati dai Padri Jacky Moura, Egidio Zoia e Gaspar Fernández. Al termine dei nostri scambi, abbiamo stabilito il seguente “PROGETTO COMUNE”, per viverlo secondo le realtà di ogni cultura.
Nuova versione adottata: Laici betharramiti della Regione San Michele, adottiamo il Progetto di Vita elaborato durante l’Incontro di Betharram (luglio 2002) per viverlo secondo le realtà di ogni cultura. Tuttavia, ci sentiamo uniti ai laici che, nel mondo, condividono il carisma di san Michele Garicoïts.
*La nostra identità di laici betharramiti (luglio 2002)
UN DONO: con il dono della vita e la Grazia del Battesimo, ricevuto in gratuità, ci è donato di vivere nel quotidiano la nostra vocazione di chiamati alla SANTITÀ come laici. A noi come conseguenza quindi, il compito di discernere il volto di Cristo proposto da S. Michele: lo slancio del Verbo Incarnato che dice a suo Padre “ECCOMI”. Concretamente noi vogliamo “essere umani alla maniera di Dio”.
Nuova versione adottata:Questa Identità è un DONO; con la grazia del battesimo siamo chiamati a vivere nel quotidiano, con discernimento, la nostra vocazione specifica di laici. Questa vocazione si nutre di una spiritualità propria; si esprime attraverso il volto di Cristo proposto da San Michele Garicoïts: « Lo slancio del Verbo Incarnato che dice a suo Padre “ECCOMI”». Concretamente noi vogliamo “essere umani alla maniera di Dio”.
In definitiva, pur rilevando le specificità di ogni esperienza, i vari rapporti hanno messo in evidenza punti di convergenza. Ci siamo arricchiti dalle nostre differenze e si è rafforzata ulteriormente la voglia di avvicinarci gli uni agli altri.
Per chiudere questa prima giornata, il Sig. Adopo, laico della Fraternità Ne Me e professore d’università, ha presentato la situazione di crisi nella quale la Costa d’Avorio è stata travolta il 19 settembre del 2002, data nella quale un golpe ha rovinato la stabilità del paese. Questa relazione ha permesso anche ai confratelli e alle consorelle della Fraternità ivoriana di testimoniare delle dure prove che hanno affrontato durante l’anno.
§ Preghiera proposta da Dominique e letta da Anne-Marie nel corso della giornata
Signore, quando tornerai nella tua gloria, non ricordarti soltanto degli uomini di buona volontà. Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà. Ma non ricordarti allora della loro crudeltà, delle loro sevizie, delle loro violenze. Ricordati dei frutti che abbiamo portato per quello che ci hanno fatto. Ricordati della pazienza degli uni, del coraggio degli altri, della buona amicizia, dell’umiltà, della grandezza d’animo e della fedeltà che hanno ravvivato in noi. E permetti, Signore, che i frutti che abbiamo portato siano un giorno la loro redenzione.
Preghiera scritta da un ebreo, prigioniero in un campo di concentramento, su un pezzo di carta d’imballaggio e trovata da un soldato americano
Mercoledì 3 settembre Dopo la messa concelebrata da P. Theophile, P. Gilbert, P. Hervé, P. Beñat, P. Jacky, e presieduta da P. Jean-Dominique, P. Beñat Oyhénart, Superiore della Provincia di Francia, ha dedicato il suo intervento al tema del Capitolo Generale. Ci ha permesso di capire esattamente in che cosa consiste. Si è pensato quindi alle modalità di una nostra eventuale presenza al Capitolo del 2005, nel caso in cui i laici dovessero essere invitati. Nella prima parte il Padre ha presentato il capitolo VIII della Regola di Vita dei Preti del Sacro Cuore di Gesù di Betharram, riguardante la definizione, l’organizzazione e le missioni del Capitolo Generale nella Congregazione di Betharram. (Dalla Regola di Vita) : A – IL GOVERNO GENERALE
1 – IL CAPITOLO GENERALE 141 – Il Capitolo generale, che rappresenta tutti i religiosi, è l’autorità suprema straordinaria della Congregazione.
Commento: Autorità suprema : al di sopra di tutti. Ma « straordinaria » nel senso che non è riunito in permanenza! In genere ogni sei anni.
(Composizione) 142 – Il Capitolo generale si compone: - dei membri dell’Amministrazione generale, - dei Superiori provinciali e di tre deputati per Provincia, - dei Viceprovinciali e dei Superiori di Missione e di un deputato per Viceprovincia o Missione, - dei Superiori delle Delegazioni generali. - il numero dei membri eletti deve essere al meno uguale a quello dei membri di diritto (D.C. 631).
143 – Il Capitolo generale è convocato di diritto ogni sei anni dal Superiore generale. Per la convocazione di un Capitolo generale straordinario, il Superiore generale ha bisogno del voto deliberativo del Consiglio di Congregazione e dell’autorizzazione della Santa Sede.
144 – Il Capitolo generale è presieduto dal Superiore generale in carica o di chi ne fa le veci, fino all’elezione perfetta del nuovo Superiore generale.
(Le elezioni del Superiore generale e del suo Consiglio)
145 - Il Capitolo generale elegge a scrutinio segreto il Superiore generale, i due Assistenti e i due Consiglieri. L’elezione del Superiore generale si fa a maggioranza dei due terzi dei voti validi al primo e al secondo scrutinio; a maggioranza assoluta al terzo scrutinio. Se il risultato non è ottenuto, si procede a un quarto turno di scrutinio nel quale i due religiosi, che nel terzo scrutinio hanno avuto il maggior numero di voti, hanno soltanto voce passiva, ma non attiva. Se ottenessero lo stesso numero di voti, risulta eletto il più anziano in ordine di professione religiosa. (D.C. 119/1).
146 - L'elezione degli altri membri del Consiglio generale si fa a maggioranza assoluta al primo e al secondo scrutinio ; a maggioranza relativa, dopo due turni senza risultato. Se in questo terzo scrutinio più religiosi avessero ottenuto ugual numero di suffragi, il più anziano in ordine alla prima professione e, se necessario per età, sarà considerato eletto.
147 – Se il Superiore eletto non è presente, sia immediatamente convocato e, nel frattempo, le sedute siano sospese. Siano ugualmente convocati, ma senza sospendere le sedute, gli altri membri del Consiglio generale scelti fuori del Capitolo.
(Gli altri compiti del Capitolo generale) 148 – Il Capitolo esamina la situazione della Congregazione dal punto di vista spirituale, apostolico, disciplinare ed economico. Prende tutti i provvedimenti giudicati utili per il buon andamento della Congregazione. Prende inoltre le disposizioni richieste dalla situazione finanziaria e stabilisce i contributi ordinari. (D.C. 631/1). Se deve essere apportata una modifica alle Costituzioni, la decisione deve essere presa dal Capitolo generale con la maggioranza dei due terzi dei voti. È necessaria inoltre l’approvazione della Santa Sede, cui spetta l’interpretazione ufficiale di esse.
149 – Per la validità degli atti di ogni Capitolo, occorre che tutti gli aventi diritto siano convocati e che i due terzi siano presenti.
(Gli Statuti che regolano l’organizzazione del Capitolo)
S. 42 – Almeno un anno prima della riunione del Capitolo, il Superiore generale comunicherà a tutti i religiosi gli argomenti da trattare. Li inviti ad esporre i loro suggerimenti ai Capitoli provinciali o alle Assemblee generali, che gli presenteranno le loro proposte. Ogni religioso può anche rispondere direttamente al Superiore generale.
S. 43 – Il Superiore generale con il Consiglio nominerà una Commissione lavoro che, sulla base delle proposte dei diversi Capitoli e Assemblee, stabilisca gli schemi in vista del Capitolo generale e prepari la documentazione necessaria.
S. 44 – Il Superiore generale e il suo Consiglio decideranno se i religiosi, che dipendono direttamente dal Consiglio generale, debbono : - votare nelle liste elettorali delle loro Province di origine, - o costituire, se sono abbastanza numerosi, un collegio elettorale proprio che elegga un deputato al Capitolo Generale, - o essere uniti ad un collegio elettorale che deve già eleggere un deputato al Capitolo generale.
S. 45 – Tutti i religiosi professi di voti perpetui hanno voce attiva e passiva, eccetto nei casi previsti dal diritto comune e dalle presenti Costituzioni e Statuti. Un professo di voti temporanei potrà, senza avere voce passiva : - far parte dei Capitoli provinciali delle Assemblee viceprovinciali ; - eleggere l’assistente di una comunità locale e gli altri membri del Consiglio eccetto nel caso previsto dal n. 38 degli Statuti. I membri di professione temporanea hanno voce consultiva nei casi previsti (per la nomina del Superiore provinciale, del Delegato provinciale e del Superiore della Missione).
S. 46 – Il Capitolo generale stabilisce il suo programma di lavoro. Consultori ed esperti, senza diritto di voto, potranno essere invitati dal Superiore generale o su richiesta del Capitolo stesso.
Nella seconda parte, P. Beñat ha trattato il tema “Il Capitolo generale ed i laici”. Ha fatto notare che nel 1999, per la prima volta, i laici sono stati invitati al Capitolo generale. In questo Capitolo è stato riformulato l’articolo 2 della Regola di Vita per esprimere la condivisione del carisma di san Michele con i laici, i quali hanno ormai un posto importante all’interno della Famiglia di Betharram.
Art. 2 prima del 1999 : Per mezzo di San Michele Garicoits, lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa una famiglia religiosa che ha come missione propria di riprodurre e manifestare lo slancio del Verbo Incarnato mentre dice al Padre: Ecce venio, abbandonandosi totalmente alla sua volontà per la redenzione degli uomini.
Art. 2 dopo il Capitolo del 1999: Per mezzo di San Michele Garicoits, lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa una famiglia religiosa che ha come missione propria di riprodurre e manifestare lo slancio del Verbo Incarnato mentre dice al Padre: Ecce venio, abbandonandosi totalmente alla sua volontà per la redenzione degli uomini. Per mezzo di San Michele Garicoits, lo Spirito Santo chiama anche dei laici a vivere la loro vocazione battesimale, illuminata dal carisma dell’Incarnazione. La condivisione di questa spiritualità con dei laici che attingono dalla stessa fonte ci conduce, religiosi e laici, nella stessa Famiglia betharramita, ad arricchirci reciprocamente e a vivere meglio il dinamismo del carisma.
Tuttavia, questo « ramo teso » ai laici non fa di loro dei membri di diritto del Capitolo generale, il quale rimane esclusivamente l’affare dei religiosi. Questa apertura della Congregazione ai laici stimola comunque i rapporti tra questi ultimi e i religiosi. Queste relazioni devono orientarsi verso una corresponsabilità, un rispetto ed una promozione reciproca delle rispettive vocazioni. In questa ottica, il Capitolo generale ha proposto i seguenti orientamenti:
(Tratto dagli Atti del Capitolo generale del 1999, Capitolo IV) Il Capitolo generale propone, in questa prospettiva, che da adesso al prossimo Capitolo generale, i laici: - intensifichino la comunicazione tra di loro e con i religiosi, utilizzando i diversi mezzi a loro disposizione: particolarmente la NEF, ma anche i bollettini provinciali, Internet… - continuino i loro sforzi di organizzazione e di sviluppo nella loro Provincia - si incontrino a livello regionale - si incontrino, per terminare, a livello internazionale
P. Beñat ha anche fatto notare che la riunione di Abidjan era proprio stata fatta nell’adempimento di questi orientamenti. In conclusione ha chiesto quali proposte volevamo fare noi laici ai religiosi per il prossimo Capitolo generale.1. Noi laici desideriamo essere invitati al prossimo Capitolo generale. 2. Se i laici dovessero essere invitati, sarebbe auspicabile che sia previsto un tempo di condivisione con i religiosi per potere comunicare le nostre esperienze. 3. Dopo di ché, ci potremmo ritrovare tra di noi laici per gettare le basi strutturali della nostra organizzazione internazionale, nonché gli orientamenti per la formazione. 4. Infine, ci potremmo incontrare di nuovo con i religiosi per presentare a loro i frutti del nostro lavoro di riflessione.
Nel pomeriggio, abbiamo visitato alcuni siti di Abidjan: il Santuario di Maria, la Cattedrale San Paolo, il mercato d’Adjamé, il quartiere del Plateau e il centro artigianale di Abidjan (CAVA). La sera, siamo stati tutti invitati a cena dalla famiglia Assienan (Juliette Assienan è membro della Fraternità Ne Me ).
Giovedì 4 settembre Nella mattina del 4 settembre, abbiamo cercato di rispondere alla seguente domanda: “QUALE PARTECIPAZIONE ECONOMICA PER LA CREAZIONE DI UNA CASSA COMUNE?” Per nutrire la nostra riflessione, abbiamo voluto avvalerci dell’esperienza dei religiosi betharramiti. Abbiamo quindi chiesto a P. Jacky Moura di parlaci della “Condivisione dei beni nella Congregazione di Betharram”. Nell’introduzione, Padre Jacky ha preferito riformulare il tema e parlare di “MESSA IN COMUNE DEI BENI PER LA MISSIONE”. Ci ha poi presentato i principi della messa in comune prima di evocare la gestione dei beni così riuniti. In primo luogo, il Padre ha ricordato due dei fondamenti biblici della vita religiosa: il Libro degli Atti degli Apostoli e la Parabola del giovane ricco (Mt 19, 16-30). Da questi testi sono tratti due comportamenti fondamentali che il religioso deve adottare: Deve essere pronto a abbandonare tutto come Cristo l’ha fatto (Fil 2, 9-11): “Si è annientato… fino alla morte e la morte sulla Croce”; deve anche impegnarsi a non possedere niente in proprio e a mettere in comune tutto ciò di cui si spoglia, a cominciare dalla propria vita. Concretamente, ogni religioso vive in comunità. Tutto ciò che un membro riceve (salario, onorari di messa, pensione…) viene versato nella cassa comune. In un secondo tempo, l’Assistente generale ha precisato che l’economo che gestisce la cassa comune si prende carico delle spese comuni e provvede ai bisogni di tutti i membri della comunità. Ciascuno rende conto della gestione di quello che riceve. La comunità ha il diritto di pronunciarsi sull’utilizzo delle risorse. L’economo della comunità rende conto all’economo provinciale, il quale, a suo turno, deve presentare i conti all’economo generale. L’importante è di razionalizzare questa gestione, per cui è necessario elaborare un budget previsionale, tenere conto dei bisogni di tutta la Provincia, nonché della scelta di povertà. Per condividere meglio tra di loro e con i poveri, i Religiosi betharramiti cercano di essere degli intendenti fedeli e oculati, grazie all’aiuto reciproco, alla previsione degli investimenti, ha concluso P. Jacky. Nella seconda tappa della nostra ricerca si è trattato di fare delle proposte concrete in vista della creazione di una cassa comune per finanziare i nostri futuri incontri. Abbiamo dunque tentato di calcolare il costo di un incontro regionale dei delegati; dovrebbe costare circa 10.000 euro o 7.000.000 franchi CFA. Abbiamo proposto che queste spese siano sopportate, secondo diverse percentuali, da: - la cassa di ogni Fraternità - i laici partecipanti - la cassa della Provincia - un’eventuale « cassa regionale » dei laici
Nel pomeriggio abbiamo visitato due villaggi Ebrie della parrocchia St-Bernard di Adiopodoumé, Audoin Beugreto e Audoin Assandé, dove siamo stati calorosamente accolti dalle comunità cattoliche locali. Abbiamo condiviso con loro l’Eucaristia durante la messa concelebrata dai PP. Theophile (originario di Audoin Assandé), Hervé, Beñat e Jacky (presidente).
Venerdì 5 settembre
Giornata di pellegrinaggio a Notre-Dame-de-la-Paix a Yamoussoukro. Partiti dalla comunità di Adiopodoumé alle cinque e cinque, dopo la prima colazione, siamo arrivati a Yamoussoukro alle otto meno cinque. Abbiamo visitato successivamente l’Albergo Président, la Fondazione Felix Houphouët-Boigny dedicata alla ricerca della Pace, la Basilica Notre-Dame-de-la-Paix, la Cattedrale Saint-Augustin e infine il lago dei caimani. L’apice di questa visita è stato la celebrazione della messa nella Basilica Notre-Dame-de-la-Paix. Durante questa messa, l’officiante, P. Jacky Moura, ha depositato ai piedi della Regina della Pace tutte le nostre intenzioni di preghiera, quelle di tutto il Paese, nonché le preghiere della grande Famiglia di Betharram. Ci ha invitati a imitare la Vergine Maria che ha saputo superare il turbamento del suo cuore per dire “eccomi” alla proposta di saggezza di Dio Padre:
« Padre, che tutto sia fatto secondo la tua Parola. Sai tutto quello che avviene nei nostri cuori, noi confidiamo in te.»
Dopo un ricco pranzo, alle tredici del pomeriggio, abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno, con una breve sosta alla chiesa St-Michel di Toumodi. Siamo finalmente rientrati nella comunità di Adiopodoumé alle diciotto e quindici.
Sabato 6 settembre
In un primo tempo, abbiamo riflettuto al prossimo incontro dei laici. Abbiamo concordato che esso si svolgerà nel 2005, durante il Capitolo generale, se i laici saranno invitati. Il contenuto di questo incontro internazionale sarà stabilito secondo le proposte del prossimo Consiglio di Congregazione (settembre 2003) e i desideri dei vari gruppi di laici. Nel frattempo, noi, laici della Regione San Michele, dobbiamo rimanere regolarmente in contatto per mezzo delle NTIC. Per risolvere gli inevitabili problemi linguistici, abbiamo deciso che ognuno scriverà nella propria lingua e che la traduzione sarà a carico del destinatario e che ogni documento spedito dovrò essere mandato sia ai laici delegati, che a Padre Jacky e a Martine (Cfr. in allegato la lista dei delegati).
In un secondo tempo, abbiamo valutato la presente sessione esaminando quattro punti principali :
Ma per un miglior svolgimento dei lavori è indispensabile prevedere la stesura e la traduzione dei vari documenti utili alla sessione. Durante gli scambi, bisogna tenere conto del tempo di traduzione. 4. La fraternità: Traspare da tutti i punti precedenti!
In un terzo tempo, la messa di chiusura, concelebrata dai PP. Jacky Moura (celebrante), Beñat Oyhénart, Hervé Kouamé Kouakou e Laurent Bacho, ha riunito i partecipanti, alcuni membri della Fraternità Ne Me e la comunità religiosa di Adiopodoumé. Nella sua omelia, P. Jacky Moura ha ricordato che il Figlio dell’uomo è il Padrone del Sabato, colui che ci fa veramente capire la Parola di Dio per esservi fedeli. Gesù è secondo San Michele l’attrattiva, vale a dire il modello da guardare per sapere come ci si deve comportare. L’Eucaristia è quindi uno dei mezzi dati per assomigliare a Dio. È una fortuna appartenere alla Famiglia del Sacro Cuore! Più saremo fratelli insieme, più ci avvicineremo a Cristo! Padre Jacky ha invitato i laici a leggere in questo incontro il segno della Speranza che aumenta la nostra fiducia in Dio. Durante l’offertorio, li ha invitati a prendere la parola per rendere conto brevemente di quello che è stato compiuto durante questa sessione. Alla fine, ha ringraziato tutti i membri della Famiglia betharramita presenti nell’assemblea: religiosi, laici e studenti.
CONCLUSIONI
Delegati dei Laici betharramiti della Regione San Michele Garicoïts, ci siamo riuniti presso la Comunità dei Religiosi di Adiopodoumé (Abidjan, Costa d’Avorio) dal 1° al 6 settembre 2003. Erano presenti i delegati d’Italia, di Francia e della Costa d’Avorio, accompagnati dai Padri Jacky Moura, Assistente generale e Responsabile dei laici, Beñat Oyhénart, Superiore della Provincia di Francia, e Hervé Kouamé Kouakou, Superiore della Delegazione provinciale della Costa d’Avorio. Insieme, Religiosi e laici, abbiamo riflettuto su tutte le questioni iscritte all’ordine del giorno: - Bilancio di vita dei vari gruppi di laici secondo il Progetto comune; - Il Capitolo generale del 2005; - Creazione di una cassa comune per il finanziamento delle attività regionali; - Preparazione del prossimo incontro dei laici.
1. Bilancio di vita dei vari gruppi di laici secondo il Progetto comune
Tutti i gruppi hanno cercato di vivere nell’anno trascorso secondo le Basi comuni, formulate a Betharram. Mentre le relazioni delle varie esperienze rivelano le specificità di ogni gruppo, sono stati messi in evidenza anche dei punti comuni. Perciò abbiamo concordato di adottare queste base comuni come PROGETTO DI VITA dei laici betharramiti della Regione San Michele Garicoits. Le poche modifiche (evidenziate in neretto) apportate al testo iniziale hanno permesso d’iscrivere con chiarezza la dimensione internazionale nel preambolo e di precisare l’identità del laico betharramita.
PROGETTO DI VITADEI LAICI BETHARRAMITIDELLA REGIONE SAN MICHELE GARICOITS
Laici della Regione San Michele, adottiamo il Progetto di Vita elaborato durante l’incontro di Betharram (luglio 2002) per viverlo secondo le realtà di ciascuna cultura. Tuttavia, ci sentiamo uniti agli altri laici che, nel mondo, condividono il carisma di San Michele Garicoïts.
1. LA NOSTRA IDENTITÀ DI LAICO BETHARRAMITA Questa identità è un DONO ; con la grazia del battesimo siamo chiamati a vivere nel quotidiano, con discernimento, la nostra vocazione specifica di laici. Questa vocazione si nutre di una spiritualità propria; si esprime attraverso il volto di Cristo proposto da San Michele Garicoïts: «lo slancio del Verbo Incarnato che dice a suo Padre “ECCOMI”». Concretamente noi vogliamo “essere umani alla maniera di Dio”.
2. LA NOSTRA APPARTENENZA ALLA FAMIGLIA DI BETHARRAM Consiste nel: Rispondere « Eccomi » in piena libertà all’amore gratuito che Dio ci propone; Lasciare crescere in noi “lo slancio del Verbo Incarnato” vivendo i valori del carisma betharramita in comunione con i religiosi; Valorizzare le vocazioni dei laici e dei religiosi, nella loro complementarietà attraverso un riconoscimento reciproco e la condivisione delle esperienze di vita.
3. I NOSTRI CAMMINI DI APPROFONDIMENTO
Cammino di autenticità Per accordare la nostra vita con il volto di Cristo proposto da San Michele, siamo chiamati… a vivere oggi nella Chiesa e nel mondo il messaggio d’amore del Vangelo; a radicarci nelle realtà del quotidiano (famiglia, lavoro, impegni…) Cammino di crescita Siamo chiamati a trovare nel Vangelo, nella tradizione della Chiesa e nella Vita, nei testi e nella spiritualità di San Michele, il nutrimento per crescere là dove noi siamo “piantati”, riconoscendo i nostri limiti.
Cammino di discernimento Siamo chiamati a essere costantemente all’ascolto del cuore di Dio attraverso : La lettura nella Chiesa della Parola di Dio La preghiera personale e comunitaria L’attenzione alla testimonianza degli altri La lettura dei “segni dei tempi”.
Cammino di conversione Vogliamo convertirci incessantemente al fine di rispondere agli appelli quotidiani di Cristo.
Cammino di celebrazione Per esprimere la presenza di Dio nel mondo e nelle nostre vite, come anche la gioia e la felicità che essa ci procura, siamo chiamati a celebrare regolarmente i sacramenti nei quali la Chiesa manifesta la sua unione con il Signore.
4. LA NOSTRA MISSIONE Per servire meglio il mondo di oggi la nostra missione consiste a: Essere felici: essere ciò che siamo e fare bene quello che facciamo; Procurare agli altri la stessa gioia attraverso la compassione per gli uomini che soffrono, attraverso il servizio nelle piccole e grandi cose, attraverso la solidarietà (« il nuovo nome della pace »)…; Annunciare Gesù Cristo: senza paura, dire che Lui è la fonte della nostra gioia.
CONCLUSIONE Questi atti sono il frutto degli scambi tra laici, accompagnati da religiosi. Sono la testimonianza del fatto che noi, religiosi e laici, abbiamo bisogno gli uni degli altri per compiere meglio la Volontà di Dio. In questa complementarietà e nell’amore di San Michele per gli uomini, “il [nostro] cuore non sarà più il [nostro]cuore, ma il cuore di Gesù, la [nostra]interiorità e la [nostra] esteriorità, l’interiorità e l’esteriorità di Gesù stesso”. (San Michele, DS 47)
Il testo originale è stato modificato dai delegati dei laici francesi, italiani e ivoriani, accompagnati da religiosi.
Fatto a Adiopodoumé, il 6 settembre 2003
2. Il Capitolo generale del 2005: · Desideriamo essere invitati al prossimo Capitolo Generale ;
3. Creazione di una cassa comune per il finanziamento delle attività regionali Avendo stimato il costo di un incontro di delegati a 10.000 euro / 7.000.000 di franchi CFA, abbiamo proposto che queste spese vengano sopportate d’ora in poi, a diversi percentuali, da: - la cassa di ogni Fraternità - i laici partecipanti - le casse delle Province - un’eventuale « cassa regionale » dei laici
4. Preparazione del prossimo incontro dei laici Abbiamo concordato che il prossimo incontro dei laici si terrà nel 2005, durante il Capitolo Generale, se i laici saranno invitati ad esserci presenti. Il contenuto di questo incontro internazionale sarà definito secondo le proposte del prossimo Consiglio di Congregazione (settembre 2003) e dei desideri espressi dai vari gruppi di laici. Nel frattempo, noi, laici della Regione San Michele, dobbiamo rimanere regolarmente in contatto per mezzo delle NTIC. Per risolvere gli inevitabili problemi linguistici, è stato deciso che ognuno scriverà nella propria lingua e che la traduzione sarà a carico del destinatario. Tutti i documenti spediti dovranno essere inoltre mandato sia ai laici delegati, che a Padre Jacky e a Martine (Cfr. in allegato la lista dei delegati).
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Questa sessione è stata una traduzione in atto del Progetto di vita comune concepito a Betharram. Ci ha permesso di “essere umani alla maniera di Dio” tra noi laici e tra religiosi e laici. Abbiamo visto nel suo svolgimento effettivo in Costa d’Avorio un segno di fraternità e di solidarietà. Ha apportato infine la conferma che uno spirito è nato a Betharram e che una famiglia è in costruzione.
“IN AVANTI!” INSIEME!
Adiopodoumé, 6
settembre 2003 |
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